La storia dell'Ultima Cena

La storia dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci inizia nel 1495, quando fu commissionata da Ludovico Sforza, Duca di Milano, per decorare il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie. Completata nel 1498, la tecnica innovativa ma imperfetta del dipinto segnò l'inizio di una lunga storia di sopravvivenza contro il degrado, i danni e le catastrofi sfiorate.

La commissione e la creazione (1495-1498)

Alla fine del XV secolo, il duca Ludovico Sforza intraprese un'ambiziosa ristrutturazione della chiesa e del convento di Santa Maria delle Grazie, con l'intenzione di farne il mausoleo della famiglia Sforza. Commissionò al più grande artista dell'epoca, Leonardo da Vinci, un dipinto murale per il refettorio. Leonardo scelse di raffigurare il momento in cui Gesù rivela che uno dei suoi apostoli lo tradirà, una scena di immensa tensione psicologica.

Rifiutando la rapidità richiesta dall'affresco tradizionale, Leonardo sperimentò dipingendo a tempera su una parete asciutta sigillata con una base di gesso e pece. Questo gli permise di lavorare lentamente per tre anni, perfezionando ogni dettaglio ed espressione. Tuttavia, questo metodo sperimentale fu il difetto fatale del dipinto, poiché la pittura iniziò a staccarsi dal muro nel giro di due decenni.

Secoli di degrado e danni (1500-1800)

Il deterioramento del dipinto fu rapido. Già nel 1582, veniva descritto come in uno "stato di totale rovina". Ai problemi causati dalla tecnica di Leonardo si aggiunse l'umidità della parete, scarsamente isolata. L'opera subì una serie di sventure e veri e propri abusi:

Sopravvivenza e restauro (dal XX secolo a oggi)

Il XX secolo portò la minaccia più grave e il più serio tentativo di salvare il capolavoro. Il 15 agosto 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, una bomba degli Alleati colpì il monastero, distruggendo gran parte del refettorio. La parete con l'Ultima Cena sopravvisse miracolosamente, grazie a impalcature protettive e sacchi di sabbia, ma rimase esposta alle intemperie per mesi.

Dopo la guerra, iniziò una nuova era di conservazione scientifica. Il progetto di restauro più significativo partì nel 1978 sotto la guida di Pinin Brambilla Barcilon. Per 21 anni, il suo team rimosse meticolosamente strati di sporco e le goffe aggiunte dei restauratori precedenti. Utilizzando analisi microscopiche e acquerelli reversibili per le sezioni perdute, cercarono di recuperare e stabilizzare ciò che restava dell'opera originale di Leonardo. Il dipinto restaurato fu svelato al pubblico il 28 maggio 1999.

Domande frequenti

Chi pagò per l'Ultima Cena?

L'Ultima Cena fu commissionata e pagata da Ludovico Sforza, il Duca di Milano. Fu il mecenate di Leonardo da Vinci durante il primo periodo dell'artista a Milano, e il dipinto faceva parte di un piano più ampio per rinnovare il convento di Santa Maria delle Grazie.

Quanti anni ha il dipinto dell'Ultima Cena?

L'Ultima Cena fu dipinta tra il 1495 e il 1498, quindi ha più di 500 anni. La sua età e le sue fragili condizioni sono il motivo per cui le condizioni di visita sono così strettamente controllate oggi.

Qual è il dipinto di fronte all'Ultima Cena?

Sulla parete di fronte all'Ultima Cena di Leonardo si trova un grande affresco della Crocifissione, dipinto da Giovanni Donato da Montorfano nel 1495. Leonardo aggiunse anche dei ritratti a tempera della famiglia Sforza nell'affresco di Montorfano, anche se questi si sono deteriorati in modo ancora più grave dell'Ultima Cena.

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